Architetti & Ingegneri Studio Tecnico Archetipo

consulenza tecnica alla ricerca dell’Architettura sostenibile

"Analizzando ogni giorno tutte le idee, ho capito che spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile realizzarla, finchè un bel giorno arriva uno sprovveduto, che non lo sa, e la realizza..." Albert Einstein

consulenza tecnica

L’attività di consulenza tecnica giudiziaria del professionista, è diventa oggi uno degli elementi che sempre più spesso determina l’esito di una vicenda processuale. Basti pensare al crescente grado di tecnicismo dei processi, il cui esito è per gran parte legato ad accertamenti e/o valutazioni tecniche e scientifiche di particolare complessità, per i quali i giuristi non posseggono le necessarie competenze tecniche.

Il Giudice e gli avvocati delle parti, sono dunque necessariamente indotti ad affidare tali operazioni peritali a propri consulenti con le competenze tecniche specifiche, con la conseguenza che, in molti casi, il contenuto degli atti di parte e delle sentenze emesse dal Giudice certificano e riproducono semplicemente le argomentazioni e le conclusioni degli specialisti-consulenti di parte o d’ufficio.

L’attività di consulenza tecnica a fini giudiziari è una delle attività professionali definite come prestazione d’opera intellettuale.
Ricevuto l’incarico, il tecnico professionista assume sotto la propria responsabilità l’obbligazione di “fare”, sulla scorta dell’insieme delle conoscenze che caratterizzano il proprio bagaglio culturale, con la doverosa diligenza, prudenza e perizia, ogni accertamento ed ogni valutazione necessari a fornire correttamente al Giudice gli elementi tecnici e scientifici che gli consentano di fare le proprie valutazioni e determinazioni giuridiche.

Dal momento in cui riceve l’incarico, il Consulente Tecnico diventa responsabile in prima persona dell’adempimento del suo compito, in particolare nella misura in cui dal suo operato possa scaturire un danno (ingiusto). Questo è indubbiamente fonte di responsabilità del consulente tecnico sia in veste di CTU sia in veste di CTP.

Concettualmente è proprio questo ciò che accomuna le responsabilità del consulente tecnico d’ufficio e del consulente tecnico di parte in materia di responsabilità, è però doveroso sottolineare che le similitudini tra le due figure si fermano qui.

Il Consulente Tecnico d’Ufficio, infatti, secondo giurisprudenza consolidata, assume la qualifica di pubblico ufficiale e, di conseguenza, è soggetto ad un inderogabile regime di responsabilità penale e disciplinare.

Il Consulente Tecnico di Parte non è pubblico ufficiale, quindi non è di per sé soggetto ad un regime penalistico dei reati propri di un pubblico ufficiale ed è assolutamente libero di non accettare l’incarico propostogli dalla parte privata. La fonte dell’obbligazione professionale da lui assunta, infatti, è da ricercarsi nel contratto (di diritto privato) di prestazione d’opera intellettuale, con la conseguenza che la responsabilità a lui applicabile non potrà che avere risvolti puramente contrattuali.


Argomenti correlati: